Nickname “mAIL”, brindisino,  28 anni. È questo l’identikit di uno degli hacktivisti della costola italiana di Anonymous accusati di avere violato nel 2012 il sito di Vittorio Sgarbi, ma anche quelli di Cgil, Cisl e Uil sempre nello stesso anno. Il giovane brindisino è indagato nell’ambito di una inchiesta condotta dalla Procura di Roma, fascicolo in capo al pubblico ministero Perla Lori che accusa il 28enne di associazione a delinquere finalizzata all’acceso accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, danneggiamento di sistemi informatici o telematici e minacce gravi. Nell’ambito dell’inchiesta il magistrato inquirente ha disposto che gli agenti del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche perquisissero la casa del giovane attivista, così come è avvenuto nelle scorse settimane. La perquisizione ha dato “esito positivo”, si legge nel verbale degli agenti. Sotto sequestro sono finiti due hard disk, due pen drive e un pc che su indicazione dello stesso indagato è stato ritrovato a casa del padre. Le indagini sul materiale sequestrato sono ancora in corso.

Il nome del giovane brindisino, conosciuto nella community di Anonymous con il nickname di “mAIL”, è emerso nel corso di una precedente perquisizione a carico di Gianluca Preite, 34enne di Gemini in provincia di Lecce, nickname Phate Lucas. Preite è stato più volte indagato per reati commessi in seno all’oscura cyber community, e anche indagato per calunnia, diffamazione, accesso abusivo in un sistema informatico e simulazione di reato per avere sostenuto che la morte dell’agente segreto Nicola Calipari nell’ambito della liberazione della giornalista Giuliana Sgrena rapita in Iraq, fosse frutto di un complotto.

In uno dei tanti supporti informatici sequestrati a Phate Lucas sono stati trovati documenti secondo cui il brindisino sarebbe “il responsabile dell’attacco informatico e delle minacce nei confronti di Vittorio Sgarbi”, il cui sito ufficiale finì sotto attacco il 16 marzo 2012. Il portale del critico d’arte finì sotto attacco hacker, Anonymous rivendicò il colpo sostituendo una pagina della categoria “libri” con un messaggio e un video contenente un discorso di Paolo Borsellino contro la mafia. Qualche mese dopo gli attivisti si rifecero vivi, defacciando (leggi: modificando), il sito di Sgarbi nuovamente, facendo comparire più volte la scritta “Vai a lavorare c… e”. Le ragioni del doppio attacco risiedevano probabilmente nel fatto che il comune di Salemi, di cui Vittorio Sgarbi all’epoca era sindaco, fu commissariato per infiltrazioni mafiose.

Secondo la Procura romana però, il giovane brindisino sarebbe responsabile solo del primo attacco a Sgarbi, visto che le ipotesi di reato che gli vengono contestate non vanno oltre il maggio 2012. Nel mentre pare però che abbia avuto il tempo, come si legge nel verbale di perquisizione, di essere estremamente attivo e operoso nella frangia operativa sul fronte “No Tav, con l’effettuazione di numerosi attacchi informatici della provincia di Torino”. Non solo. “Lo stesso è ritenuto tra i promotori e realizzatori degli attacchi informatici ai siti internet di Cgil.it, Cisl.it, e Uil.it, nel corso della cosiddetta operazione “articolo 18”. La verità è contenuta nel pc, nelle memorie e nel pen drive sequestrate, che a quanto pare stanno dando filo da torcere ai consulenti incaricati dalla Procura di carpirne i segreti.

 

Tratto da Repubblica.it

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