Quasi 50 anni dopo dal devastante sisma del Belice permangono forti criticita’. E’ emerso nel corso dell’incontro, presieduto dal prefetto di Trapani Giuseppe Priolo a Partanna, del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al centro l’esame della situazione nel territorio dei Comuni della Valle del Belice, con peculiare riferimento alle problematiche legate al mancato completamento degli interventi di ricostruzione a seguito del terremoto del 15 gennaio 1968. Presenti alla riunione i sindaci di Partanna, Gibellina, Poggioreale, Santa Ninfa, Salemi, Vita e gli amministratori di Salaparuta e Calatafimi-Segesta, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca, le forse dell’ordine, la Dia e i vigili del fuoco. I sindaci hanno sottolineato “la necessita’ che venga recuperato il ritardo nello sviluppo del territorio dopo il sisma del 68, individuando percorsi idonei a rilanciare la crescita economica attraverso l’adozione di un nuovo quadro normativo che semplifichi e renda piu’ agevole l’applicazione delle leggi in materia di ricostruzione, valorizzando le risorse e le vocazioni naturali, quali l’artigianato e il turismo, senza trascurare l’implementazione tecnologica”.
I primi cittadini hanno evidenziato, inoltre, come alcune “distorsioni normative e interpretative” abbiano complicato l’azione delle amministrazioni locali nelle peculiarita’ della situazione post-sisma. La ricostruzione del Belice e’ regolata esclusivamente da norme statali ma le amministrazioni comunali spesso sono chiamate a rispondere in solido e direttamente, per ritardi non a loro imputabili, al pagamento delle somme spettanti ai beneficiari del contributo riconosciuto, che hanno realizzato i lavori ed anticipato le somme necessarie. Le ricorrenti pronunce giudiziarie, e’ stato detto, “determinano effetti devastanti sui bilanci comunali, con il conseguente collasso finanziario delle amministrazioni interessate”. Segnalati, poi, la necessita’, ancora attuale dopo quasi 50 anni dal sisma, della messa in sicurezza dei vecchi ruderi abitativi, gia’ acquisiti al patrimonio comunale, e di un piano speciale mirato alla messa in sicurezza dei territori a forte rischio idrogeologico, nonche’ dell’elaborazione di interventi straordinari per la viabilita’ generale, con segnato riguardo alle strade di collegamento intercomunale, provinciale e statale. I responsabili delle forze di polizia hanno evidenziato che “nella percezione della sicurezza dei cittadini possono interferire molteplici fattori, quali il degrado e lo spopolamento, sottolineando l’importanza di recuperare il contesto urbano e di rafforzare i processi di coesione sociale, sul presupposto che la sicurezza sia un bene comune, non una questione privata”. Una relazione dell’incontro, spiegano dalla prefettura, sara’ inviata al presidente della Repubblica “che non ha mancato di manifestare la propria attenzione e vicinanza alle popolazioni del Belice”.

Profilo della Redazione. Con questo account verranno pubblicati i comunicati stampa, le notizie riportate da altri siti ed altro materiale generico.

No Comments

You must be logged in to post a comment.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: