Allarme sepolture al cimitero di Salemi. A causa del sovraffollamento e della mancanza di loculi disponibili, il cimitero ha subito il collasso. Ben 8 i morti alla fine del 2013,depositati all’interno della camera mortuaria che può ospitare fino a quattro defunti. I titolari delle agenzie funebri ancora una volta sono stati costretti a lasciare i propri reggibarella a disposizione del Comune per evitare di depositare le bare a terra. Oltre 7 i giorni che sono trascorsi per un defunto nell’attesa della sua inumazione, ossia la sepoltura a terra, per la quale la bara viene privata già dopo 24 ore della cassa in zinco. Nessuna estumulazione per salme che già da oltre 14 anni giacciono nelle fosse e che potrebbero essere tolti già a 10. La causa ancora una volta è da addebitarsi alla mancanza di fondi nelle casse comunali che rende impossibile erogare i 300 euro alla ditta specializzata nella raccolta dei rifiuti speciali a seguito del passaggio dei resti in cassettina. Somma che, obtorto collo, due famiglie hanno accettato di sobbarcarsi per sopperire l’incresciosa situazione. I soli 50 loculi offerti dal comune nel 2013 non sono bastati per sopperire la mole di cadaveri in ingresso al campo santo che oramai per Salemi va circa sui 130-150 all’anno. Un problema che forse oggi non sarebbe oggi così cavilloso se negli ultimi 10 anni su proposta di Antonio Sciacca ex consigliere nazionale della Federazione nazionale imprese onorarie funebri (Fenion), si fosse dato seguito all’istallazione dei loculi prefabbricati che avrebbero fatto risparmiare alle Amministrazioni comunali succedutesi nel corso degli anni, denaro e spazio. Un investimento il quale considerato il ricavo della successiva vendita dei loculi ai privati sarebbe servito per la costruzione di ulteriori nicchie e per migliorare i servizi cimiteriali. «All’interno del cimitero- dichiara Vincenzo Leone, caposettore – non abbiamo più uno spazio in cui costruire nuovi loculi. Per rimediare alle difficoltà è probabile che a breve provvederemo all’affidamento dei servizi cimiteriali ad una ditta esterna che ci garantisca personale qualificato e servizi efficenti». Da sempre tuttavia l’amministrazione comunale sembra essere all’oscuro di quelle che sono le tariffe per i diritti cimiteriali applicati in tutta Italia, ossia una quota variabile che il privato dovrebbe versare per usufruire dei vari servizi. Assente anche la cella frigorifera a 2 posti e la sala autoptica entrambe obbligatorie per legge e per le quali anni fa erano stati stanziati 40 mila euro ma finiti non si sa dove.

Agostina Marchese – Giornale di Sicilia

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