Lo scorso fine settimana si è svolta, nella bellissima cornice del complesso fieristico di Marina di Carrara, la coppa del mondo di Kick boxing 2016. Qui circa 4000 atleti si sono dati appuntamento per dar vita ad uno degli eventi più impegnativi ed importanti per un atleta. A far parte della nazionale azzurra 5 atleti salemitani che al precedente titolo italiano, svoltosi a Rimini lo scorso giugno, hanno conquistato sia il titolo italiano sia il pass per accedere come porta colori azzurri alla chermesse di Marina di Carrara che li ha visti non solo partecipi ma protagonisti.
Luigi Ciaravolo, Simone La Rosa, Luca Palermo, Vito Galuffo e Danilo Amico, sono i ragazzi che hanno reso possibile tutto ciò.
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Imponendosi turno dopo turno su atleti molto forti provenienti da ogni parte del mondo, si andava avanti fino ad ottenere con Luigi Ciaravolo, Simone La Rosa, Luca Palermo e Vito Galuffo l’accesso alla fase finale della domenica, giornata in cui si sarebbe decretato il campione del mondo. Su cinque atleti quattro erano arrivati alla tanta sognata finale. Ci si preparava a vivere momenti dove non servono solo le gambe e le braccia ma il cuore e la testa, come ripetono sempre i loro maestri, Gaspare Salvo e Vincenzo Bonura. In quei momenti si vivono emozioni intense e gestire le forze non è cosa semplice perché tutti vogliono vincere e nessuno vuole consegnare il gradino più alto all’avversario. La giornata non inizia nel migliore dei modi perché il nostro primo finalista, dopo aver speso tutto, si vede negato da qualche svista arbitrale il gradino più alto, essendosi fermato il tempo sul punteggio di 16-15 per il fortissimo atleta tedesco. A risollevare subito la giornata ci pensa Luigi Ciaravolo che conquista il gradino più alto (anno particolarmente fruttuoso per il nostro atleta: titolo italiano, titolo europeo conquistato a Bucarest e adesso la coppa del mondo); subito dopo tocca a Vito Galuffo che con grande tempismo anticipa, tecnica su tecnica, il suo avversario, il temutissimo americano, ed anche per lui il gradino più alto; a chiudere il quartetto Luca Palermo che affronta l’atleta dell’Azerbajan, lo mette subito in difficoltà, richiedendo anche l’intervento medico dopo il primo round, e alla fine anche l’ultimo dei nostri azzurri sale sul gradino più alto. Gratificati i due maestri che confermano che questi ragazzi esprimono un alto valore tecnico ed una grande forza nell’affrontare e vivere questo sport, diventanti interpreti assoluti di esso con tanto amore, dedizione e sacrifici, ma ogni sacrificio è sicuramente ripagato alla luce di questi risultati. “Sentire l’inno italiano e vedere che sul gradino più alto del podio c’è un proprio atleta è una rara esperienza che ti inorgoglisce e ti spinge ad andare avanti per trasmettere ciò a tanti altri ragazzi”, queste le parole del maestro Salvo Gaspare.
Comunicato Stampa Team Phoenix Sicilia

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