La politica salemitana aveva trovato il suo standby dopo le dimissioni dell’ormai ex vice sindaco Francesco Todaro. Il Movimento 5 Stelle, capitanato in consiglio da Daniela Saladino, l’ha rimesso in moto in queste ore. Si parla di bilancio, quello che tra gli argomenti in seno ad un comune è il più doloroso in questo periodo dell’anno. Già lo scorso anno Saladino aveva rimproverato l’operato della maggioranza e i ritardi nella presentazione e approvazione, chiedendo di correre ai ripari per questo 2015. La stesso impegno era stato ribadito dai vertici del PD quali l’assessore Angelo e il capogruppo consiliare Antonio Brunetta: impegno che addirittura doveva essere mantenuto, secondo Angelo, già nella prima parte di quest’anno. Ma che così non è stato.

La consigliera Saladino ha pubblicato nella giornata di ieri sulla sua bacheca di Facebook un video con le registrazioni audio di alcuni consigli comunali in cui si certificano le parole espresse da Angelo e Brunetta, che non hanno avuto seguito. Prima di continuare ve lo proponiamo di seguito.

Al video però non è mancata l’immediata risposta del primo cittadino del comune di Salemi, il quale ha sottolineato che quello del Movimento 5 Stelle di Salemi non è altro che una mancata informazione sulle nuove norme.

Evidentemente nel Movimento 5 Stelle sono gli unici a non sapere che il 2015, con l’introduzione dell’armonizzazione contabile, rappresenta uno spartiacque per la contabilità degli enti locali, che gestiranno i bilanci secondo principi di cassa simili a quelli delle aziende private. In poche parole cambia tutto e si potranno spendere solo i soldi effettivamente disponibili, senza voci di spesa presunte ed ipotetiche. Per arrivare a questo sono state necessarie una serie di operazioni inedite che hanno richiesto tempo e perizia, per di più iniziate tardivamente in quanto la Regione aveva rinviato per la Sicilia l’applicazione dell’armonizzazione contabile al 2016, scelta ritenuta illegittima ed impugnata a giugno dal governo nazionale, e in corsa rispetto alla indispensabile ristrutturazione dell’ufficio avviata dall’Amministrazione. Se a ciò si aggiunge la costante incertezza dei trasferimenti di Stato e Regione, è svelato l’arcano e si capisce come la stragrande maggioranza dei comuni, basterebbe soltanto leggere i giornali di questi giorni, approvino i bilanci di previsione a fine anno, una prassi ingiusta e dannosa per la programmazione e contro la quale i sindaci da anni si battono. Risulta pertanto chiaro il dilemma: attacco pretestuoso o scarsa conoscenza della materia? In quest’ultimo caso mi verrebbe da dire: per fortuna che a Salemi non amministra il Movimento 5 Stelle!

Domenico Venuti, sindaco di Salemi

Tale decisione non è stata supportata fin da subito dalla Regione Sicilia. Motivazione per cui ad oggi Salemi, e molti altri comuni siciliani (circa 256), non hanno ancora un bilancio approvato. Circa il 65% dei comuni siciliani risultano ad oggi inadempienti: tutti i capoluoghi di provincia sono inclusi, ad eccezione di Ragusa che se la fa franca. Anche secondo il vicepresidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, ricade proprio sulla “decisione nazionale assurda e presa alla cieca dall’Ars”. Eccovi di conseguenza la risposta integrale:

«Per trovare le risorse necessarie a far quadrare i bilanci – spiega Amenta – i commissari avranno libertà di alzare le tasse». Per i consigli comunali oltre il danno anche la beffa. Non solo non potranno incidere sulla reale programmazione della spese, essendo ormai a novembre tutte le somme impegnate, ma si troveranno pure davanti a un bivio: accettare le proposte presumibilmente impopolari dei commissari, o farsi sciogliere. Secondo il vicepresidente dell’Anci, la colpa è da individuare nell’approvazione delle nuove norme di armonizzazione finanziaria. Una legge del governo Renzi che impone ai Comuni di trovare la liquidità per creare un fondo di garanzia a tutela dell’evasione che, storicamente, è molto alta in Sicilia. «Questo significa – precisa Amenta – che un Comune che dovrebbe incassare due milioni di tributi, ma ha un milione di evasione, deve mettere da parte il 36 per cento (è la percentuale fissata per legge ndr) di questo milione. Il tutto alla luce dei tagli dell’ultimo anno da parte della Regione, del 20 per cento, e dello Stato, un altro 15 per cento».

Paolo Amenta, vicepresidente Anci Sicilia

 

Volendo fare maggiore chiarezza, riportiamo un trafiletto di un articolo pubblicato sul sito Entilocali-online.it in data 10 Luglio 2015:

La Regione Siciliana è tornata sui suoi passi. Dopo aver “tentato” il rinvio al 1° gennaio 2016 dell’entrata in vigore dell’armonizzazione dei sistemi contabili degli Enti Locali e rispettivi Enti ed Organismi strumentali, probabilmente alla luce delle numerose impervie e controverse problematiche rilevate, non ultimi i profili di illegittimità – come evidenziati in questa sede in numerose occasioni – l’Ars ha modificato la Lr. n. 9/15 e, di fatto, eliminato per gli Enti Locali la facoltà di rinviare al 2016 l’applicazione dell’armonizzazione.

Come oramai è risaputo, il percorso triennale di adeguamento alla riforma dell’armonizzazione dei sistemi contabili degli Enti Locali prevede numerose tappe importanti che, semplificando, potremmo così riassumere:

  1. Applicazione del principio della competenza finanziaria potenziata;
  2. Riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi al 1° gennaio 2015;
  3. Rideterminazione del risultato di amministrazione al 1° gennaio 2015;
  4. Determinazione del “Fondo crediti di dubbia esigibilità”;
  5. Determinazione del “Fondo pluriennale vincolato”;
  6. Applicazione del principio della programmazione ma con facoltà di redigere la Relazione previsionale e programmatica 2015-2017;
  7. Approvazione del Dup 2016-2018 (termine rinviato al 31 ottobre 2015);
  8. Adozione dei vecchi schemi di bilancio e di rendiconto a fini autorizza tori;
  9. Adozione dei nuovi schemi di bilancio e di rendiconto a fini conoscitivi;
  10. Applicazione della vecchia disciplina per le variazioni di bilancio, tranne che per l’adeguamento del “Fondo pluriennale vincolato” e il riaccertamento straordinario;
  11. Adozione della vecchia disciplina dell’esercizio provvisorio e della gestione provvisoria.

Tra quelli sopra evidenziate, certamente il riaccertamento straordinario dei residui costituisce il momento più delicato, tanto per l’indubbia complessità operativa, quanto per la sua crucialità nell’ambito dell’intera riforma contabile.

Continua qui…

 

Francesco Russo

Fondatore e ideatore del blog, amante della musica e appassionato di sport a tutto tondo. Tifoso Milanista, segue il Trapani Basket e ama sfidare gli amici a Fifa 15. Il suo motto è: istruire per crescere!

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