Il 6 Dicembre, come ogni anno, la città di Salemi festeggia il suo Patrono: San Nicola di Bari. Vogliamo raccontare, in questa breve nota, il famosissimo mito ,a noi tramandato, nel quale viene raccontato il modo in cui il Santo Di origini Turche divenne il Nostro patrono. 

Siamo nella seconda metà del 1200, un periodo molto triste per la città di Salemi poiché le truppe di Carlo d’Angiò, sbarcate in Sicilia dopo la spedizione a Tunisi, portarono la peste nelle nostre terre, specialmente diffusero il morbo nero nel trapanese e a Salemi.

Fu una peste così devastante da decimare gli abitanti della città (il Cremona racconta che, addirittura, dopo questa peste nacque in Sicilia il proverbio “Eh che è, la peste di Salemi?!” per commentare un evento nefasto). 

A questa pestilenza fu posto rimedio grazie all’intercessione della vergine del Rosario che fu portata in processione, dai pochi Salemitani rimasti in città, da Calatafimi fino al nostro borgo.

Intanto la storia ci racconta che gli Angioini dovettero dare posto agli Aragonesi in Sicilia e così, ricostruita la città, i Salemitani vollero evitare di ricadere in un periodo così buio per la città e per questo chiesero intorno al 1290 all’allora Papa Nicoló IV di ottenere un Santo Patrono per la città. 

Il Santo padre acconsenti a patto, però, che la città si scegliesse da sola il protettore. Così, per non fare preferenze, i Salemitani scelsero di estrarre a sorte e misero in una ampolla dei bussolotti d’oro con dentro i nomi dei Santi. La prima volta uscì San Nicola Di Bari che i Salemitani non conoscevano e non volevano così ripeterono l’estrazione per altre sue volte trovando sempre lo stesso risultato. Capirono così, gli abitanti del borgo, che era proprio il Santo a voler diventare patrono della città e lo accolsero a braccia aperte offrendo, nel 1340, un duomo ed una statua marmorea al Santo.

Di certo non sappiamo de questa sia la verità o frutto di deformazioni della storia e delle tradizioni popolari. Alcuni altri storici, infatti, si distaccano dalla storia raccontata dal Cremona. Quello che sappiamo però è che questo Mito è parte integrante della nostra storia e della nostra identità ed è per questo che va rispettata e tramandata affinché noi giovani potremmo, un giorno, tramandarla a quelli che saranno i nostri figli e i nostri nipoti. 

In ogni caso: VIVA SALEMI E VIVA SAN NICOLA!

Ufficio Stampa & Ufficio Promozione Culturale Ass. Giovani di Salemi

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