di AGOSTINA MARCHESE

SALEMI. Una linea di condotta dura quella portata avanti dalla Polizia Municipale locale nella lotta all’elusione e all’evasione fiscale in città. A seguito di numerosi controlli partiti la vigilia di natale, una pioggia di verbali è caduta sulla testa dei commercianti privi dell’autorizzazione per l’istallazione dell’insegna identificativa delle proprie attività, alcune delle quali presenti da oltre 15 anni. Aspra la protesta da parte degli esercenti che si sono visti recapitare una multa da 206 euro, e che lamentano di non avere avuto modo di sanare la propria posizione. Oltre 32 le multe fioccate durante il periodo natalizio e innumerevoli le insegne oscurate o disinstallate da parte dei commercianti non autorizzati, i quali stanno già provvedendo, avvalendosi dei geometri, alla elaborazione del progetto tecnico per richiedere l’autorizzazione comunale all’istallazione dell’impianto pubblicitario senza la quale rischiano una multa dai 103,60 ai 1.032, 92 euro. “Un oscuramento vano – dichiara il Comandante della polizia municipale Diego Muraca – in quanto la trasgressione, se presente, è già certificata dai rilievi fotografici eseguiti . I nostri controlli stanno proseguendo e proseguiranno. Il nostro è solo un lavoro di controllo per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica. Per quanto concerne il rispetto del regolamento della disciplina della pubblicità ed affissioni non siamo gli unici organi preposti, ma stiamo facendo nei limiti del possibile il necessario per evitare ulteriori violazioni”. Un intervento che si è reso necessario per regolamentare in maniera precisa e indiscriminante la presenza delle insegne in città tramite l’applicazione dell’articolo 16 della legge 689/81 che prevede con il pagamento della somma di 206 euro pari al doppio del minimo della sanzione di 103 euro prevista dalla norma violata, l’effetto liberatorio. La norma che implica un riconoscimento di responsabilità da parte del trasgressore, offre agli obbligati la possibilità di estinguere l’infrazione, assolvendo una funzione di oblazione del procedimento e del successivo contenzioso giurisdizionale. I commercianti da parte loro annunciano già una giornata di protesta con la chiusura unanime delle proprie attività. Alla base della contestazione, la mancata iniziativa da parte dell’amministrazione comunale di avviare un pacifico censimento, di tutte le insegne commerciali e artigianali presenti in città al fine di accertare gli operatori che non sono in regola e stabilire un termine temporale per procedere al disbrigo delle pratiche per le autorizzazioni e solo dopo il quale fare scattare eventuali sanzioni. Un settore diverso risulta essere quello dell’imposta sulle insegne abolita a livello nazionale nel 93 e che prevede che chiunque esponga sulla facciata del proprio esercizio commerciale una pluralità di insegne sarà esente dall’imposta nelle ipotesi in cui la superficie totale delle insegne di esercizio o della singola insegna risulti non superiore a cinque metri quadrati e che hanno la funzione di indicare al pubblico il luogo di svolgimento dell’attività commerciale. Controlli a tappeto anche per gli spazi riservati alla pubblicità a pagamento, le aree d’affissione e le aree destinate alla propaganda politica, anch’esse prestabilite dal comune. tratto da http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/trapani/dettaglio/articolo/gdsid/314528/

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