Questo il messaggio che dalla kermesse “In movimento per Alleanza Nazionale” è emerso e per quanto questo sia stato ribadito dagli organizzatori – Fli, La Destra, Fiamma Tricolore, Io Sud, Nuova Alleanza e altre associazioni territoriali – vale la pena ulteriormente enunciarlo; non per assecondare il noto monito “repetita iuvat” ma in ragione di una doverosa sottolineatura dedicata agli scettici e disfattisti che a quel simbolo, quello di Alleanza Nazionale che in pancia custodisce la fiamma e l’effige del Movimento sociale italiano, non associano i termini “sentire, partecipazione, comunità” (con quel fascinoso e necessario ritrovarsi) ma la più facile e strumentale stigmatizzazione di “operazione nostalgia”.

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L’operazione nostalgia non esiste. AN non venne sciolta perché gli elettori la spodestarono ma perché una classe dirigente ed una base compiacente contrattarono il progetto del partito unico di centro-destra e, come di tutta evidenza, mal ce ne incolse. Dopo l’ultima disfatta elettorale, che ha consegnato alla Nazione un anti-partito e una marginalizzazione dei partiti(ni) “figli” di quella fiamma, si è (in modo quasi univoco) raggiunta la consapevolezza che la forza delle “vere” istanze che hanno caratterizzato l’originale e avanguardista destra italiana è tale solo se promossa con compattezza, con serietà, con novità – di tono e d’esecutore, per usare una metafora musicale.

I reduci di quell’esperienza, con una onesta operazione verità, si sono voluti riavvicinare, non tutti, solo alcuni, almeno per il momento. Mancano all’appello, infatti, i “Fratelli d’Italia” con Meloni, Rampelli, Alemanno e La Russa con “Officine per l’Italia” vogliono intraprendere un legittimo percorso di Centro-Destra. L’amorevole commozione dei partecipanti nel sentire riecheggiare Puccini in un frastuono di bandiera infiammate non basta, ne sono consapevoli tutti, si deve ripartire da quella storia per una prospettiva diversa, l’Italia ha bisogno di una destra pragmatica che risolve i problemi non di una destra che si pone il problema d’identità sociale o liberale.

Rinnovo della classe dirigente aperto a tutti coloro, non parassiti, meritevoli di rappresentare questa collettività che è pronta a sotterrare livori e a conquistare i cittadini italiani ed europei.

Fonte di notizia: commento affezionato dal Parco dei Principi – Roma

Studente universitario. Motto: "dipenderai meno dal futuro se avrai in pugno il presente".

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