Siamo a poco piu di un mese dalle primarie del Pd e in fondo la sfida, senza dimenticare il battitore libero brianzolo Civati e il buon Pittella (per cui ogni voto conquistato è un successo), è a 2.

Da una parte il bravo uomo di partito Gianni Cuperlo, sostenuto da un pò tutto il vecchio establishimet Piddino (Bersaniani e Popolari di Marini e Fioroni passando per pezzi di Lettiani come Paola De Micheli) fino agli intromontabili baffoni D’Aalema Boys (con attenzione a La Torre che invece ha scelto Renzi).

Dall’altra parte Matteo Renzi che da alcuni viene considerato il nuovo uomo della provvidenza per il pd e per il paese, da altri come un gigantesco bluff mediatico senza contenuti: buono secondo alcuni per vendere le pentole al posto di Mastrota in Tv. Renzi è sostenuto da un fascia di sostenitori molto traversali.

Dove sta la verità? Di certo non è una domanda retorica.

Io non dirò chi voterò (sono anche un iscritto al pd) ma voglio fare questa riflessione: il Pd democratico, gestito da chi in fondo oggi sostiene Cuperlo, dati alla mano ha miseramente fallito sia dal punto elettorale sia dal punto politico-strategico sia dal punto governativo quando è stato chiamato a votare. Il loro fallimento deriva, anche se non sopratutto, dal non essere mai riusciti a diventare quell’enorme partito di massa Riformista di cui questo paese avrebbe avuto bisogno.

E’ rimasto un partito che, per paura di passare per populista e demagogo, non è mai stato in grado di ascoltare la gente, i loro disagi e i loro problemi (forse per un istinto di presunta superiorità culturale che è stata la mannaia per tutto il centrosinistra). E’ stato un partito che non ha attuato, anche quando è stato al governo, quelle grandi riforme necessarrie a questo paese per paura di non mischiarsi a Berlusconi o per non apparire complice delle derive dello stresso: per questo nel nostro paese non vi è mai stata una riforma vera della carta costituzionale (secondo me troppo ancorata a un tempo che fu); una riforma della struttura parlamententare e legislativa; una riforma del lavoro che oltre a garantire chi un lavoro lo tiene garantisca chi un lavoro non sa cosa sia; una riforma della giustizia a 360 gradi, dove parlare anche di divisione dei poteri, di responsabilità civile etc.

Tutte presenti nelle grandi democrazie occidentali, erano un tabu’ anche secondo Berlusconi (per i suoi interessi ovviamente, mica per altro). Sarebbe opportono anche parlare di una vera riforma del regime happy wheels demo fiscale in questo paese dove, finalmente, il centrosinistra capisca che la panacea di tutti i mali non sia solo il tassare ma anche tagliare (non certo i famosi tagli lineari che colpiscono solo il ceto medio e povero ovviamente) magari in settori che per vari motivi sono spesso bacino di consenso del centrosinistra: dove vi sono degli eccessi di spesa pubblica.

Ecco un centrosinistra quindi, a mio avviso, che non si fermi solo a progetti e programmi tipici del centrosinistra ma che si apra a progetti che, per una visione distorta della società e della politica Italiani degli ultimi 20 anni, vengono ingiustamente considerati non vicini al centrosinistra: mi pare invece siano prospettive di buon senso presenti in tutti i paesi democratici e avanzati. Quindi ecco perchè a mio avviso Matteo Renzi trionferà (visto anche il sistema che permetterà un voto aperto alla primarie dell’8 Dicembre) sopratutto se, come è possibile, vi sarà un’affluenza in massa.

Perchè Matteo Renzi ha dato una speranza a quei tanti, che magari fino a ieri non votavano centrosinistra, di essere ascoltati non solo per il proprio interesse, come a tratti è sembrato fare chi fino a oggi ha avuto la loro fiducia. Perchè ha capito che vi è un ampio settore della popolazione che dal centrosinistra vuole ascolto e attenzione, non basandosi più sui vecchi schemi ideologici e programmatici ma ragionando insieme sulle cose da fare. Facendo sentire molti, che magari non si occupavano della “res publica”, protagonisti portando migliaia e migliaia di nuovi aderenti al pd che fino a ieri probabilmente non ci pensavano neanche (e per questo al di la di alcuni problemi vi è un grosso aumento di iscritti del pd che in molti casi consentono a Renzi di avanzare tra gli iscritti nei territorii che per motivi noti sono una roccaforte di Cuperlo).

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Un Renzi che al contrario di un anno fa, basta vedere le sue uscite mediatiche e la LEOPOLDA, non parla solo con gli slogan ma anche proponendo atti e azioni a sostegno delle sue tesi programmatiche.

Quindi in conclusione a mio avviso Renzi non è ne l’uomo della provvidenza (in questo paese un megalomane già ne è bastato uno per 20 anni) nè un bluff mediatico: per tanti è una speranza di cambiamento nella mediocrità della politica Italiana.

Dovrà essere lui a non tradire questa fiducia che in modo trasversale tanti ripongono il lui. Perchè altrimenti molto presto finirà ROTTAMATO

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