La domanda sorge spontanea: può dare regole certe e buona amministrazione all’Italia chi ha un tale caos all’interno del suo stesso partito? La stagione congressuale del Partito Democratico sta infatti proseguendo nel peggiore dei modi: regole incerte, tesseramenti farlocchi, insulti a scena aperta, persino botte.

Luigi Berlinguer, il presidente dei garanti del Partito Democratico assicura che “esiste un problema relativo al tesseramento ma per il momento, in base alle conoscenze di cui disponiamo, mi sento di assicurare che è del tutto circoscritto”.

Tanti gli scandali: a Trapani, per esempio, sono stati eletti due segretari. Ma è a Roma dove i democratici (si fa per dire) hanno dato il peggio di loro. Nel circolo Vigne Nuove a Talenti il dibattito sui tesseramenti gonfiati ha portato Claudio Ricozzi, ex candidato alla presidenza del municipio III, a venire alle mani con Riccardo Corbucci, presidente dell’Aula del parlamentino di Montesacro. Rissa anche al circolo cotral Pd perché alcuni militanti avrebbero portato nella sede di via Giustiniano Imperatore a San Paolo alcuni cittadini provenienti da fuori città. A Trastevere nuova polemica perché gli iscritti sono passati da 130 a 190 in pochi giorni. La tragicommedia ha infine visto il Pd di Casal Bertone spaccarsi perché, secondo alcuni dirigenti, la corrente a loro avversa avrebbe addirittura “pagato” i militanti della locale sede di CasaPound per inquinare il congresso (accusa da questi ultimi fermamente respinta e francamente ridicola visti i pessimi rapporti fra Cpi e il Pd nel quartiere).

Molte le dichiarazioni rilasciate in questi giorni da alcuni membri del Pd. “Il tesseramento va fermato per ripristinare le regole democratiche”. Lo dice Patrizio Mecacci, coordinatore del comitato Cuperlo: “Non abbiamo proposto lo stop al tesseramento ma solo il ripristino delle regole democratiche. In qualsiasi organizzazione democratica l’iscrizione si chiude tempo prima rispetto al momento del voto. Non vogliamo fare polemiche con nessuno – conclude Mecacci – ma l’iscrizione ad un partito è il riconoscersi in esso e nei suoi valori, e non solo una corsa per sostenere un candidato. Ci sono stati evidenti episodi di tesseramento gonfiato. E questo non va bene. Dobbiamo rispetto a quelle centinaia di migliaia di iscritti che compongono il Pd. E se non fermiamo queste evidenti anomalie facciamo il gioco di chi dice che i partiti non servono. E questo non è accettabile. I partiti, il Pd, vanno rinnovati e rivoltati ma non cancellati. Questo e non altro è il senso della nostra preoccupazione”.

renzi

Vogliono bloccare tesseramento? Facciano pure” – Risponde Renzi: “Vogliono bloccare il tesseramento, come propone Cuperlo? Lo blocchino, nessun problema. Accetto le proposte altrui, le decisioni altrui, le regole altrui. L’importante è che finalmente il Pd torni a discutere di questioni concrete. C’è il 12,6% di disoccupati: un partito serio fa proposte sul lavoro, non passa le giornate a mettere le bandierine sul segretario provinciale di Grosseto o di Lecce. Mi va benissimo qualsiasi decisione prendano Epifani e gli altri candidati. L’importante è che si parli di questioni serie e che l’8 dicembre alle primarie possano votare tutti i cittadini. Chiarito questo, possiamo tornare a fare politica? Grazie”.

Da come si può notare c’è molta tensione all’interno del Partito Democratico ma, ad oggi, piuttosto che pensare a risolversi i loro problemi interni, sono molti i membri che si dedicano a criticare i congressi svolti dal Pdl negli anni passati.

Studente universitario. Motto: "dipenderai meno dal futuro se avrai in pugno il presente".

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