Il paradosso è che l’indagine “I treni del gol” è partita proprio da una denuncia di Pulvirenti per minacce dei tifosi nei suoi confronti. Lo ha svelato nella conferenza stampa di questa mattina il dirigente della Questura di Catania Antonella Paglialunga: da qui gli inquirenti hanno iniziato ad indagare su quanto succedeva al Catania scoprendo le combine ordite dalla società etnea che a fine marzo dopo, l’ennesima sconfitta maturata sul campo della Virtus Entella, decide di evitare la retrocessione e garantirsi la salvezza comprandosela letteralmente.

I 5 MATCH NEL MIRINO – “Almeno cinque partite, forse sei sono state truccate con somme di denaro versate a giocatori – ha raccontato il procuratore di Catania Giovanni Salvi – i match sono: Varese-Catania 0-3 del 2 aprile, Catania- Trapani 4-1 dell’11 aprile, Latina-Catania 1-2 del 18 aprile, Catania-Ternana 2-0 del 24 aprile e Catania-Livorno 1-1 del 2 maggio. Nutriamo forti sospetti che anche un altro match, Catania-Avellino 1-0 del 29 marzo sia stato alterato”. L’operazione ha preso il via dopo la partita con l’Entella dalle conversazioni telefoniche tra Pulvirenti, Delli Carri e gli altri indagati che, intercettati, utilizzavano sempre lo stesso modus operandi raccontato dalla Paglialunga in questo modo: “Tutto partiva dal presidente Pulvirenti che dava avvio al tentativo di combine con l’agente di scommesse online Giovanni Impellizzeri. A quel punto – spiega Paglialunga – si attivava uno schema di combine grazie all’altro agente Piero di Luzio prima della consegna del denaro ai giocatori per truccare le partite. Anche il nome dell’operazione di polizia, ‘I treni del gol’ non è casuale. Infatti nel linguaggio delle combine i treni erano le partite da truccare mentre gli orari dei treni rappresentavano i numeri dei giocatori ‘comprati’ per alterare i match”.

Le intercettazioni che inchiodano Pulvirenti

INDAGATI ANCHE 5 GIOCATORI – Nell’inchiesta,oltre ai sette arresti, ci sono anche diverse persone indagate. Come ha spiegato il procuratore di Catania Giovanni Salvi le persone coinvolte sono il proprietario del Messina Pietro Lo Monaco, l’ad dello stesso club siculo Alessandro Failla e il ds Fabrizio Ferrigno, e i giocatori Alessandro Bernardini (Livorno) Riccardo Fiamozzi (Varese), Antonio Daì (giocatore del Trapani, nato a Salemi) e Matteo Bruscagin (Latina). Non sono indagati giocatori del Catania. I calciatori avrebbero ricevuto, in media, 10 mila euro ciascuno per alterare il risultato a favore del club etneo.

 

da EuroSport

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