La terza sezione della squadra mobile di Vicenza (reati contro il patrimonio) coordinata dal sostituto commissario Gianpaolo Bettini, ha arrestato in Piemonte Piero Mario Migliaccio, 49enne nato a Salemi (Trapani) ma residente a Valperga in provincia di Torino. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari, nuovamente, visto che stava già scontando una pena per un reato analogo. E’ accusato di truffa aggravata.Gli inquirenti hanno raccolto elementi sufficienti per ritenerlo responsabile di una truffa ai danni di una donna vicentina di 75 anni, perpetrata in zona Mercato Nuovo a Vicenza il 4 luglio del 2016.

A ricostruire l’indagine è stato lo stesso Bettini con il dirigente della squadra mobile, Davide Corazzini (vedi intervista video in alto).

Fingendosi un avvocato aveva contattato telefonicamente la donna, informandola che il figlio era stato arrestato e annunciandole che un ufficiale dei carabinieri sarebbe passato di lì a poco per farsi consegnare 4.500 euro, soldi necessari per togliere dai guai il figlio. Si tratta della più classica truffa del finto avvocato, perpetrata ancora una volta ai danni di anziani. Non è escluso, dicono gli inquirenti, che Migliaccio possa essere responsabile di altri episodi in città ed in provincia.

Alla fine riuscì a farsi consegnare contanti e gioielli per un totale di 3000 euro. Non solo, aveva convinto la donna a recarsi in banca per effettuare un prelievo e coprire la cifra di 4500 euro.

La vittima si recò effettivamente in banca, ma l’impiegato allo sportello, insospettitosi, la mise in allarme, riferendole che era stata probabilmente vittima di una truffa.

E’ stato possibile risalire a Migliaccio poiché l’uomo era stato arrestato a Gorizia qualche mese fa. In suo possesso fu trovata un’agenda con indirizzi e note nelle quali venivano elencate cifre e grammature di gioielli. Una delle note, nelle quali si parlava di un quantitativo di oro identico a quello sottratto all’anziana del Mercato Nuovo, rimandava a Vicenza. Non solo, l’analisi del traffico telefonico del cellulare sequestrato all’uomo, ha permesso di confermare la sua presenza in città in quel giorno. E’ stato sufficiente fare far vedere la foto di Migliaccio all’anziana perché questa lo riconoscesse.
“E’ importante -ha sottolineato Corazzini- chiamare le forze dell’ordine immediatamente di fronte ad episodi sospetti. Molte volte le persone anziane sono frenate dalla vergogna, ma la collaborazione dei cittadini è fondamentale per individuare in tempo questi criminali, responsabili di reati particolarmente odiosi nei confronti di persone deboli”.

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